04/05/2012 - 16:27
Questa mattina a Roma si sono ritrovati i rappresentanti di 37 paesi che aderiscono alla rete di FARE, organismo riconosciuto dalla UEFA e rappresentato in Italia dalla UISP, per la Conferenza e l'Assemblea generale di FARE, Football Against Racism in Europe.

"Lotta al razzismo": a Roma la conferenza di FARE e Figc

Ven, 04/05/2012 - 16:27

Questa mattina a Roma si sono ritrovati i rappresentanti di 37 paesi che aderiscono alla rete di FARE, organismo riconosciuto dalla UEFA e rappresentato in Italia dalla UISP, per la Conferenza e l'Assemblea generale di FARE, Football Against Racism in Europe.

Partner per l'organizzazione di questa iniziativa a cui ha partecipato anche l'A.C. ChievoVerona è la FIGC, che è stata scelta in segno di riconoscimento all'impegno del calcio italiano sul contrasto ad ogni forma di razzismo e discriminazione.

Saluto di apertura di Antonello Valentini, direttore generale F.I.G.C. che ha preceduto l'introduzione al tema di Massimiliano Monnanni, direttore Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, e di William Gaillard, Advisor del Presidente UEFA Michel Platini che ha sottolineato come incontri come quello odierno rappresentino il punto di arrivo di una presa di coscienza importante su un tema così delicato. Coordinati dal relatore Giovanni Spitaleri hanno poi preso la parola altri illustri ospiti: Piara Powar, direttore del FARE (Football Against Racism in Europe), ha parlato di come in Italia la collaborazione per arginare questa grave problematica è molto sentita. "Ci sono molte idee, dobbiamo puntare sull'educazione e sul dialogo. Nel calcio va coltivato il rispetto a partire dalle minoranze, in Italia, forse di più che in altri paesi, bisogna lavorare con i tifosi che devono esprimersi in maniera corretta. Le società non devono aver paura di parlare di questi temi".
E' stato poi il turno di Patrick Gasser, Football and Social Responsability UEFA: "Seguo il calcio italiano dagli anni '70 e vi sono molto affezionato. Il nostro lavoro è sorretto da grandi collaboratori, come il FARE. La campagna "Respect" è un esempio pratico di ciò che facciamo, abbiamo avuto dei buoni risultati. Noi vorremmo definite i progetti per Euro 2012 e contribuire alla società attraverso il calcio e i suoi attori. Abbiamo tollerato troppo per troppo tempo e, nel corso degli europei del 2012 in Polonia e Ucraina, avremo un'importante occasione per dare un segno importante del lavoro che stiamo facendo". Il lavoro della UEFA, tramite campagne come "Respect" vuole sensibilizzare il mondo del calcio non solo riguardo il tema del razzismo ma anche nei confronti di altre tematiche sociali.
Dopo Gasser, l'intervento di Mauro Valeri, sociologo e consulente UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) che ha sottolineato come il calcio e le sue società facciano molto sul piano del sociale anche se, riguardo al razzismo, si faccia ancora poco. "Non dobbiamo cercare di smorzare i toni. Abbiamo censito, dall'inizio della stagione, 56 episodi puniti dal Giudice Sportivo quasi esclusivamente per i cori razzisti per un totale di 377 mila euro di ammende alle società. Nonostante le contromisure prese, il razzismo non accenna a diminuire". La proposta dell'UNAR èquella di utilizzare i proventi delle multe per promuovere campagne antirazziste.
Prima della conclusione, spazio infine alle testimonianze di Paul Elliot, ex calciatore inglese transitato anche in Italia, nel Pisa e nelle società Genoa e Verona, che hanno sposato l'iniziativa portando avanti diversi progetti.